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Ambiente Sicuro 68 - Chi odia l'elettrico

Tutti ne conosciamo almeno uno. Ogni volta che si prende in mano l'argomento spuntano come funghi, a volte armati di sarcasmo, altre volte di dati di dubbia provenienza, ma ci sono sempre. Stiamo parlando di coloro che odiano la mobilità sostenibile, soprattutto quella elettrica. Sia chiaro che con tale definizione non ci si riferisce a tutti coloro che criticano i veicoli elettrici, magari basandosi su dubbi e tesi condivisibili, ma a coloro che possiamo considerare i figli di quel vituperato campionato di calcio delle auto e che si oppongono con ogni oncia della loro forza all'avanzata delle auto elettriche, come ne dipendesse la loro vita. Avevamo accennato già più volte l'argomento nelle scorse settimane, l'ultima quando abbiamo parlato della Fit for 55, ma nell'articolo Ambiente Sicuro di oggi andremo a vedere proprio chi sono e perché si comportano in questo modo.

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ambiente sicuro 68 vignetta contro auto elettriche

Chi è che odia l'elettrico?

Di base possiamo riconoscere tre tipologie di "odiatore" dell'elettrico:

I sarcastici, ovvero quelli che si limitano a inveire contro e prendere in giro chi sostiene la mobilità elettrica o chi prova a portare avanti un dibattito costruttivo. Spesso usano commenti brevi, superficiali, molto aggressivi e carichi di sarcasmo e supponenza, come se loro avessero in mano la verità del mondo. A volte passano ai fatti, ma sempre in modo "ironico", come si può vedere dall'immagine di copertina di quest'articolo (postata su Twitter e diventata presto virale) con un pick-up a benzina che visto che "si qualifica come una Prius", allora si sente in diritto di occupare lo spazio di una colonnina Tesla (il tutto è avvenuto negli Stati Uniti, come si può intuire dalla bandiera). La multa, con annessa rimozione del veicolo, non gliel'avrà comunque tolta nessuno di sicuro.

Gli annoiati, ovvero quelli che vanno contro per il semplice gusto di farlo e perché hanno troppo tempo libero. I bastian contrario della mobilità. Vogliono semplicemente spiccare dalla massa forzando sul prossimo il loro pensiero diverso con l'obiettivo di scatenare una reazione, spesso reagendo a qualsiasi cosa come se questa fosse un'imposizione. Non credo sia una categoria che vada approfondita più di tanto visto che è la stessa che si sta scagliando contro i vaccini anti-Covid, spesso dopo aver protestato per tutto il 2020 per le chiusure ed i lockdown. Nuovamente, non si sta parlando di chi critica determinate scelte articolando con educazione il proprio pensiero, ma chi si pone in opposizione a qualcosa semplicemente perché si.

Infine ci sono i sofisticati, ovvero coloro che di tempo ne hanno persino di più degli annoiati, ma che lo sanno sfruttare meglio. Questi individuano un argomento e poi procedono a cercare ogni genere di notizia che possa screditarlo, a prescindere dalla fonte che usano come base dei loro ragionamenti. La differenza principale tra chi muove critiche sensate e loro è che loro sanno perfettamente che quanto affermano non è la verità, ma sanno anche che, se alle loro bugie daranno un bell'involucro, allora qualche dubbio riusciranno ad insinuarlo, soprattutto tra chi è più indeciso o meno informato.


ambiente sicuro 68 vignetta contro l'auto elettrica 2

Perché si odia l'elettrico?

Ma perché tutte queste persone odiano l'elettrico? Cosa è che li sprona ad andare avanti in questa battaglia disperata? Anche qui troviamo 3 categorie:

Coloro che lo fanno semplicemente per moda. Senza stare a coinvolgere troppi studi di sociologia, sappiamo tutti che la massa da forza e sicurezza. Se tante persone sostengono un argomento, allora avranno ragione, no? Purtroppo non è sempre così, come dimostrano i processi cognitivi dietro ai bias di conferma. Fanno parte di questo gruppo anche coloro che criticano l'elettrico perché è "figo" farlo, da veri maschi alpha.

Coloro che hanno ragioni economiche. Il denaro è il motore del mondo e non è un caso se il petrolio è chiamato oro nero. L'auto elettrica ha tutte le potenzialità per rivoluzionare completamente l'economia mondiale, cosa che darebbe fastidio non a molti, ma a moltissimi. Nel nostro tempo lo scambio di informazioni è il campo dove si svolgono le battaglie più importanti e minarlo è una mossa strategica. Farlo in modo organizzato e sistematico, magari con un buon investimento monetario, può portare a conseguenze enormi. Non è un caso se gli scandali legati alla mobilità elettrica sono aumentati in modo esponenziale.

Coloro che vogliono semplicemente una scusa. Gli esseri umani sono tendenzialmente pigri ed abitudinari. Certo, non tutti lo sono, ma la maggior parte sì. Ora si sta chiedendo a tutti loro di cambiare completamente le proprie abitudini, le stesse che sono state tenute non per anni, ma per secoli e passa. I loro padri usavano la benzina, i loro nonni usavano la benzina, perché loro dovrebbero smettere di farlo? Così ecco che si cerca ogni genere di scusa e ci si attacca ad ogni giustificazione pur di rivalutare la nostra assenza di voglia di cambiamento. La loro ancora più forte è la sempreverde "non è mica vero che le auto elettriche non inquinano", una nozione che è stata smentita una marea di volte (lo abbiamo fatto anche noi), l'ultima dal report dell'International Council on Clean Transportation (ICCT), ma questo comunque a loro non basta per smettere di usare questo argomento a loro difesa.


Ha senso tutto questo?

No, ovviamente no, ma basterebbe fermarsi 5 secondi a riflettere per capire quanto sia folle questa situazione. Piuttosto che analizzare i possibili benefici e difetti delle nuove forme di mobilità, forme che nessuno definisce perfette, ci si dedica anima e corpo a dimostrare che non vale la pena cambiare. Perché? Perché quella nuova tecnologia, che farebbe comunque un minimo di bene all'ambiente, non è adatta a lui/lei e che, se anche lo fosse, ha altri millemila difetti di cui solo lui/lei si è accorto. Un investimento di tempo e risorse enorme solo per creare una giustificazione per noi stessi o per essere alla moda. Ha molto più senso farlo per ragioni economiche, ma è anche più deplorevole e quindi tanto meno va preso in considerazione.

Chi d'altronde crede nella mobilità elettrica o chi è a favore di un dibattito costruttivo, mai si sognerebbe di tenere simili comportamenti o, per esempio, di organizzare vere e proprie incursioni in siti specializzati di settore atti a denigrare e smontare la propulsione termica. Al massimo risponde con sarcasmo ed ironia, come nello spot qua sopra con Arnold Schwarzenegger come protagonista (da tempo fervido sostenitore delle auto elettriche). Gli ultras purtroppo esistono anche dei veicoli elettrici, ma sono sicuramente meno incisivi, forse perché sono inferiori come numero. Il punto è che è giustissimo ci sia un confronto, a maggior ragione su un argomento così importante per il nostro futuro, ma questo si deve basare su notizie reali e su nozioni condivise ed accettabili, non sul sarcasmo, sul menefreghismo o sul sentito dire dal cugino. La transizione energetica è già difficile per conto proprio senza doverci complicare ulteriormente la vita.

Chiudiamo l'articolo ricordando che Gori Ecofficina è anche EcoMotion, negozio dedicato alla mobilità sostenibile a 360° che cerca di promuovere questo stile di vita nella realtà locale di Grosseto. Se vuoi avere più informazioni, puoi contattarci sia tramite il sito che chiamandoci direttamente al nostro numero di telefono.


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