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Ambiente Sicuro 61 - Come funzionano le colonnine elettriche

Dopo aver visto, sette giorni fa, quanto può costare un'auto e come si può calcolare il suo prezzo effettivo, oggi torniamo ad occuparci di auto elettriche, andando a ribattere su un argomento tanto caldo quanto importante: le colonnine di ricarica. E' un argomento che abbiamo già toccato altre volte, l'ultima qui, ma che stavolta vogliamo approfondire dal punto di vista del funzionamento. Per molti automobilisti, infatti, la ricarica da colonnina apposita è ancora un mistero e spesso anche un freno verso il passaggio di alimentazione.

Nell'articolo Ambiente Sicuro di oggi, quindi, andremo a vedere nel dettaglio come effettuare una ricarica da colonnina e a che cosa bisogna fare attenzione. Prima, però, ripasseremo un paio di concetti che avevamo già accennato in passato, ovvero il discorso sulla potenza indicata e quello sulle tipologie di connettori e di colonnine esistenti. Detto questo, ti ricordo che ogni venerdì escono i nostri articoli dedicati all'ambiente e alla mobilità sostenibile e che per restare aggiornato ti puoi iscrivere alla nostra newsletter. Bastano due veloci clic ed è completamente gratuita!


ambiente sicuro 61 colonnina di ricarica AC

Una questione di potenza

Quando si parla di colonnine elettriche, si sente spesso parlare di potenza. Con questo termine ci si riferisce all'energia (elettrica in questo caso) trasferita in una data unità di tempo, un valore che si misura in watt (W). Semplificando il concetto, più alta è la potenza, più veloce sarà la ricarica perché sarà trasmessa più energia nello stesso tempo di utilizzo. Occhio però che quando si parla di batterie elettriche, la potenza non è tutto e mirare al valore più alto possibile può essere anche dannoso. Se non si ha fretta di ricaricare e abbiamo una semplice citycar casalinga, le 8 ore notturne a 3 kW bastano ed avanzano per soddisfare il suo bisogno energetico.

Il discorso sulla potenza elettrica diventa ancora più complesso quando si va ad utilizzare una colonnina di ricarica. Queste, come vedremo dopo, hanno un proprio valore di potenza pre-impostato che funziona praticamente come la canna di un idrante. Più è alto, più dovete immaginare che sia grande lo sbocco di erogazione. Tuttavia non ricaricheremo per forza a questo valore, ma dovremo tenere di conto anche della potenza massima di ricarica della nostra auto elettrica. Se la colonnina ha una potenza di 150 kW, ma la nostra auto ha una potenza di ricarica massima di 50 kW, caricheremo sempre e comunque a questo valore. Anzi, usare una potenza superiore potrebbe danneggiare la batteria nel tempo. Sarebbe come se usassimo l'idrante dei Vigili del Fuoco per innaffiare i nostri vasi nel terrazzo. L'acqua gli arriverebbe comunque, ma dubito il risultato sarebbe piacevole.


ambiente sicuro 61 tipi di connettori auto elettrica

Tipologie di Connettori e Colonnine

Partiamo dai connettori. Come possiamo vedere nello schema qua sopra, esistono 4 metodi di ricarica dell'auto elettrica (anche se poi alla fine sono solo tre quelli davvero utilizzati). Vediamoli uno alla volta vedendo il tipo di connettore usato:
- Il modo 1 prevede un collegamento tramite adattatore da presa domestica a connettore di tipo 2 (detto anche Mennekes). Il tipo 1 presente nello schema è una vecchia tipologia di connettore non più utilizzata. Questo metodo di ricarica non è praticamente più utilizzato perché l'assenza di un sistema di regolazione lo rende pericoloso.
- Il modo 2 è quello usato nelle case private a oggi. Esso prevede un collegamento via adattatore, con sistema di regolazione, che parte da una presa domestica o industriale e finisce in un connettore di tipo 2.
- Il modo 3 è il primo usato nelle colonnine di ricarica. Esso prevede un connettore che va da tipo 2 a tipo 2. Per effettuare la ricarica spesso e volentieri serve un cavo apposito che viene venduto insieme all'auto elettrica (altrimenti va assolutamente acquistato a parte). Alcune colonnine fast hanno un connettore di questo tipo integrato con potenza superiore che va dai 22 kW ai 60 kW.
- Il modo 4 è infine quello usato dalle colonnine fast ed ultrafast. Il cavo è integrato nella colonnina e termina con un'uscita chiamata CCS Combo 2 che è lo standard europeo. E' ancora possibile trovarlo affiancato ad un connettore chiamato CHAdeMO che non è altro che il corrispettivo del CCS Combo 2 secondo uno standard asiatico che sta però andando in disuso.

Per quanto riguarda le colonnine di ricarica, invece, possiamo dividerle in tre tipologie diverse a seconda della potenza, ma in realtà esistono due categorie principali a seconda che effettuino la ricarica in corrente alternata (AC) o in corrente continua (DC). Vediamole nel dettaglio:
- Le più comuni sono quelle più piccine e diffuse in città. Sono delle colonnine che tengono fede a questo nome e che effettuano la ricarica in AC generando una potenza che varia dai 7 ai 22 kW (ne puoi vedere una nella prima immagine di questo articolo). Non hanno il cavo integrato e va utilizzato quello in dotazione con l'auto o acquistato in proprio.
- Abbiamo poi le colonnine fast. Queste sono comprese nelle strutture più grandi (vedi l'immagine sottostante), ma hanno comunque un connettore di tipo 2 anche se è integrato. La ricarica è sempre effettuata in AC, ma la potenza generata va dai 22 ai 60 kW. Si trovano principalmente in aree di parcheggio cittadine o periferiche, se non proprio in degli stalli appositi.
- Infine ci sono le colonnine ultrafast. La struttura è la stessa delle fast così come la collocazione, ma il connettore è del tipo CCS Combo 2 e/o CHAdeMO. La ricarica è effettuata in DC e la potenza generata va, ad oggi, dai 100 ai 350 kW.


ambiente sicuro 61 colonnina di ricarica DC

Come si effettua la ricarica da una colonnina

Passiamo ora alla pratica, ovvero a come si ricarica un'auto elettrica da una colonnina. Prima di tutto va scelta la colonnina giusta e, ricordando il discorso iniziale sulla potenza, viene logico comprendere perché conviene sempre, quando possibile, usare le colonnine AC. Le DC, che siano fast o ultrafast, sono infatti ricariche veloci "di esigenza", utili a chi ha magari da fare molta strada, si è fermato per un caffè e vuole sfruttare quei 15-20 minuti per dare un po' di energia alla batteria. Non esagerate. Usarle per un periodo prolungato può infatti danneggiare la batteria stessa.

Ancora prima di scegliere la colonnina, però, va fatta un'ulteriore scelta precedente: quella dell'applicazione da cellulare che useremo per effettuare la ricarica. Esistono davvero tantissime applicazioni diverse, ma, fortunatamente, come per la telefonia, anche in questo caso sarà possibile usare tutte le app su tutte le colonnine senza limiti di sorta dovuti al marchio o all'azienda. Aperta l'applicazione, dovremo trovare tramite geolocalizzazione la colonnina a cui vogliamo ricaricarci e poi scegliere la presa di ricarica da attivare (se ce ne sono più di una disponibili). Dato l'ok, potremo attaccare la presa e potremo monitorare la ricarica stessa sempre dall'applicazione.

Il pagamento, infine, viene effettuato sempre tramite l'app o usando un'apposita card collegata alle coordinate bancarie da noi fornite. Esistono anche qui varie soluzioni diverse e si va dal pagamento a consumo fino agli abbonamenti per 12 o 24 mesi, passando per la possibilità di richiedere delle prepagate che permettono di ricaricare per un certo quantitativo di energia ad un prezzo più vantaggioso, senza i vincoli di un abbonamento prolungato. Parlando di costi, va infine ricordato che non bisogna MAI occupare una piazzola di ricarica per più tempo del necessario poiché sempre più operatori prevedono un addebito aggiuntivo per l'occupazione senza ricarica. Questi spazi non sono parcheggi.

Chiudiamo l'articolo ricordando che Gori Ecofficina è anche EcoMotion, negozio dedicato alla mobilità sostenibile a 360° che cerca di promuovere questo stile di vita nella realtà locale di Grosseto. Se vuoi avere più informazioni, puoi contattarci sia tramite il sito che chiamandoci direttamente al nostro numero di telefono.


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