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Ambiente Sicuro 52 - Auto Elettriche: calcolare le emissioni di CO2

Torniamo a parlare ancora una volta di auto elettriche e lo facciamo riprendendo un argomento che, nonostante se ne parli da davvero tanto, continua ad essere molto caldo: il calcolo delle emissioni di CO2 per quanto riguarda questi veicoli. Questo è un argomento che viene ancora tirato fuori dal cappello dai detrattori della mobilità elettrica quando si evidenziano i problemi della stessa (cosa che succede di frequente anche in Italia). Se ricordi ne avevamo già parlato nell'Ambiente Sicuro 47 proprio per rispondere a questa frequente critica, facendo notare quanto fosse insensata di per sé.

Insomma, affermare che produrre un'auto elettrica genera in ogni caso delle emissioni CO2, è un po' come dire che il ghiaccio toccato a mani nude è freddo. Detto questo, però, resta un dubbio: ma quindi come si calcolano davvero le emissioni CO2 legate alle auto? Esiste un metodo universale per farlo? Che fattori prende in considerazione? Perché esso è legato a doppia mandata al discorso sulle materie prime? A tutte queste domande risponderemo proprio nell'articolo Ambiente Sicuro di oggi. Prima di iniziare, però, ti ricordo che ogni venerdì escono i nostri articoli dedicati all'ambiente e alla mobilità sostenibile e che per restare aggiornato ti puoi iscrivere alla nostra newsletter. Bastano due veloci clic ed è completamente gratuita!


ambiente sicuro 52 suddivisione emissioni gas serra

Il peso effettivo delle emissioni di CO2 delle auto

Iniziamo il nostro discorso sottolineando l'ovvio, ovvero che esiste uno standard su cui si basa il calcolo delle emissioni di CO2 dell'interno ciclo di vita di un prodotto (LCA, Life Cycle Assessment). Questo è lo standard ISO 14040 ed è riconosciuto a livello globale. Tale regolamentazione prende in considerazione tutti i processi, le procedure ed i risultati legati al prodotto stesso, fattori che vengono verificati da un esperto indipendente e sono poi certificati da terzi, così da garantire l'obiettività del risultato. Per dare un'idea della quantità di dati, nel settore auto, Volkswagen afferma che vengono importati in un software circa 5.000 voci tra componenti e materiali e che l'analisi complessiva finale si basa su circa 40.000 processi. Tutto per calcolare le risorse impiegate e la CO2 generata per la produzione di un veicolo.

Il focus non è quindi tanto nelle emissioni di CO2 prodotte dal veicolo durante il suo utilizzo, ma in quelle generate dalla sua produzione. Stando infatti alle statistiche della Commissione europea sulle emissioni di gas serra, "la maggior parte delle emissioni proviene dalle attività di produzione dell'UE" (fonte Eurostat, immagine soprastante). Quando quindi i costruttori di auto elettriche parlano di abbattimento dell'impronta di carbonio, non si riferiscono solo alla riduzione delle emissioni inquinanti delle auto, ma soprattutto al fatto che i loro processi di produzione si basano sull'approvvigionamento di materie e risorse sostenibili. Quando questo non è possibile, si cerca di compensare le emissioni generate in eccesso con la partecipazione a progetti per la tutela del clima, solitamente legati alla riforestazione di aree naturali a rischio.


ambiente sicuro 52 dal pozzo alla ruota

Come si calcolano le emissioni CO2 delle auto?

Tornando adesso alla domanda iniziale, però, come si calcolano quindi le emissioni di CO2 effettive di un auto? L'impronta ecologica di un veicolo è, ovviamente, una somma di più fattori. Prima di tutto, vanno tenute di conto tutte le emissioni di CO2 generate per la produzione del veicolo nel percorso che viene definito "dal pozzo alla ruota" (From Well to Wheel), ovvero tutte le emissioni generate durante l'estrazione, produzione e trasporto delle materie prime necessarie a creare il veicolo, così come quelle generate dalla produzione e trasporto dell'elettricità e del carburante necessario a far muovere il veicolo. A queste vanno aggiunte le emissioni generate dal consumo totale di materiali e di energia durante tutta la vita del veicolo, così come quelle generate durante la guida. Infine bisogna anche aggiungere tutte le emissioni necessarie per lo smaltimento finale del veicolo.

Ovviamente, il calcolo dell'impronta ecologica di un'auto non è un'operazione semplice da fare visto che tiene conto di così tanti valori differenti, ma, fortunatamente, in nostro soccorso arrivano numerosi "calcolatori automatici." Noi ti segnaliamo quello creato dal Touring Club Svizzero che puoi trovare qua. Questo è stato generato in collaborazione con vari uffici federali e con l'Istituto Paul Scherrer, lo stesso istituto che ha elaborato i modelli di calcolo dell'impronta di C02. Il calcolatore del TCS si basa sull'impronta ecologica di più di 2.000 auto, ipotizzando un ciclo vitale di percorrenza media dell'auto di 200.000 km, con valori aggiornati al 2021 e tenuti costantemente sott'occhio. Lo strumento di ricerca comprende, ovviamente, anche le auto elettriche e bastano pochi clic per ottenere i risultati cercati per molti veicoli moderni.


ambiente sicuro 52 materie prime batterie

L'importanza delle materie prime

Concludiamo il nostro articolo entrando brevemente più nel dettaglio di uno specifico punto del processo di produzione preso in esame quando si calcola l'impronta ecologica delle auto elettriche: quello delle materie prime. Perché tutta questa attenzione a questo fattore? Perché, come non perdono occasione di sottolineare i detrattori della mobilità elettrica, le materie prime alla base della produzione delle batterie sono attualmente un grosso punto debole di questa tipologia di alimentazione. Litio, nichel e cobalto sono risorse scarse, appannaggio di pochi (la Cina su tutti). L'attuale esperienza con i vaccini per il Covid-19 sta rimandando una situazione abbastanza reale di cosa avviene quando c'é competizione su una risorsa scarsa. Questo senza contare che tali materie prime sono spesso estratte da miniere in cui le condizioni di lavoro sono al limite dello sfruttamento, se non proprio della schiavitù.

Fortunatamente esiste una speranza per quanto riguarda quest'ultima criticità, un processo alla base del concetto della mobilità sostenibile: il riciclo. Per capire a cosa ci riferiamo, riprendiamo uno studio di Transport & Environment che era stato citato proprio in un articolo di Fleet & Mobility dedicato a questo argomento e che puoi trovare integralmente qui. Tale studio rivela che la produzione delle batterie delle auto elettriche consuma comunque meno materie prime della produzione dei motori a combustione, ma solo se si sfrutta pienamente le potenzialità di un processo di riciclo connesso che porterebbe ad ottenere dalle batterie vecchie un quinto del litio ed il 65% del cobalto necessari a creare una nuova batteria. La conclusione è che "i tassi di riciclo richiesti da un nuovo provvedimento legislativo della Commissione Europea ridurranno drasticamente la domanda di materiali vergini per i veicoli elettrici, cosa che non è verosimile per le automobili convenzionali." La data per il raggiungimento di tale obiettivo è calcolata per il 2035, anno in cui si dovrebbe risolvere il problema delle materie prime.

Ricordiamo che Gori Ecofficina è anche EcoMotion, negozio dedicato alla mobilità sostenibile a 360°, che cerca di promuovere questo stile di vita nella realtà locale di Grosseto. Se vuoi avere più informazioni, puoi contattarci sia tramite il sito che chiamandoci direttamente al nostro numero di telefono.


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