Ambiente Sicuro 74 – Il problema delle bici elettriche truccate

Che cosa rischia chi trucca la propria bicicletta elettrica e perché, nonostante ciò, viene fatto comunque?

Dopo l’ultima settimana, ci prendiamo una pausa dagli articoli dedicati alle auto elettriche, ma continuiamo a parlare di mobilità sostenibile, di giovani (e meno giovani) e, soprattutto, di tendenze che stanno esponenzialmente crescendo, nel bene e nel male. Se infatti è vero che, anche grazie al lockdown e agli incentivi, il fenomeno delle bici elettriche è in costante aumento, è altresì vero che questa espansione non è stata indolore. Se del pasticcio legato ai ricambi abbiamo già discusso in passato, c’é un altro problema che si sta facendo sempre più pressante ed è quello delle bici elettriche truccate per avere una potenza superiore del previsto. D’altronde le stesse forze dell’ordine si stanno attrezzando per trattare il problema al meglio. Proprio di questo parleremo quindi nell’articolo di oggi.

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ambiente sicuro 64 polizia bici elettrica truccata

Perché è una pessima idea truccare una bici elettrica?

Entriamo subito nel vivo dell’argomento con le cattive notizie per chi ha già effettuato questa modifica illegale. I motivi per cui truccare una eBike è una pessima idea sono tre:

La sicurezza alla guida perché se i costruttori hanno stabilito una certa potenza per quella bici elettrica, vuol dire che avevano le loro ragioni e che tutto è stato progettato e realizzato in merito a tale valore. Cosa significa? Beh, significa che, per esempio, nessuno assicura che i freni presenti siano adeguati ad un veicolo che va ad una velocità raddoppiata rispetto a quella prevista. Non poter frenare non è proprio il massimo quando si va in bici, no?

La garanzia del costruttore che decade all’istante nel momento in cui si interviene a modificare i parametri di funzionamento. Un aumento di potenza, infatti, non avrà tanto impatto sul motore, quanto sulla batteria che sarà sottoposta a cicli di scarica più intensivi. Ne segue che, in caso di malfunzionamenti, si dovrà rispondere di tasca propria anche per una bici elettrica appena acquistata e molti ricambisti e meccanici potrebbero rifiutarsi di operare sul veicolo proprio perché questo non è regolamentare. Ne vale davvero la pena?

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– Ancora non ti basta? Ecco il terzo motivo: è illegale. L’omologazione delle bici elettriche in Europa impone il limite della potenza a 250 W così da avere una velocità massima di 25 km/h. Una potenza superiore viene identificata, dal Codice della Strada, come propria di un ciclomotore che richiede quindi un’apposita patente, un’assicurazione e così via. Essere fermati dalle forze dell’ordine su una bici elettrica truccata equivale, a livello legale, ad essere fermato su un ciclomotore senza avere la patente. Le sanzioni sono decisamente salate, fidati, senza contare che è prevista la confisca immediata del mezzo.

Perché vengono truccate le bici elettriche?

Viste le conseguenze negative del truccare una bici elettrica, la domanda viene naturale: perché le persone rischiano così tanto e procedono comunque alla modifica? La realtà è che spesso c’é dietro tanta ignoranza in materia. Magari chi acquista il veicolo vorrebbe solo che questo fosse più performante e la modifica è così semplice e diffusa che a volte persino gli stessi venditori la propongono per incentivare le vendite. Una tattica di marketing riprovevole che non tiene proprio a cuore il benessere e gli interessi del cliente, bisogna dirlo, ma che purtroppo viene usata spesso. Fai quindi molta attenzione a non farti ingannare.

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Va poi detto che la modifica di una bicicletta elettrica è facilissima da eseguire. Spesso e volentieri il blocco della velocità si può eliminare da soli a costo zero ed i kit di sostituzione della centralina sono necessari solo se la bici è progettata per essere a prova di manomissioni o è particolarmente sofisticata. Insomma, se uno non sa che quanto sta facendo potrebbe avere conseguenze gravi e gli viene invece detto che con poco e nulla quella bicicletta elettrica potrebbe diventare un ciclomotore che non necessita di patente ed altri documenti… è comprensibile che poi lo faccia, no? Per la legge, però, l’ignoranza non è una scusa.

Questo diventa poi particolarmente vero quando la velocità è un fattore di guadagno. Pensiamo ai rider per le consegne a domicilio, la cui paga è direttamente collegata al numero di consegne che riescono a fare in un dato tempo. Più si è veloci, più si guadagna. Infatti la maggior parte dei controlli hanno registrato infrazioni proprio tra queste figure professionali. Non è certo un caso. A tal proposito, per i controlli viene usato un banco di prova mobile a rulli che non lascia dubbio sulla capacità di velocità massima della bicicletta elettrica presa in esame. L’ignoranza e la voglia di fare i furbi della situazione può costare caro, in tutti i sensi (anche perché un rider senza bici poi non lavora più). Fai sempre attenzione. La mobilità sostenibile deve spingerci ad essere più responsabili, non ad infrangere più agilmente la legge.

Chiudiamo l’articolo ricordando che Gori Ecofficina è anche EcoMotion, negozio dedicato alla mobilità sostenibile a 360° che cerca di promuovere questo stile di vita nella realtà locale di Grosseto. Se vuoi avere più informazioni, puoi contattarci sia tramite il sito che chiamandoci direttamente al nostro numero di telefono.